GEOMETRIE INTERIORI 2024-2025

Istinto dentro la struttura. Vita dentro il costruito

Attraverso le opere di questa serie, racconto la convivenza delicata tra il mondo naturale e quello costruito. Gli animali che dipingo sono immersi in fondi geometrici netti e composti: non meri sfondi decorativi, ma simboli del nostro linguaggio progettuale, dell’architettura umana, del bisogno di ordine.

Queste forme evocano la città, i confini, le griglie con cui filtriamo e misuriamo ciò che è vivo. Di fronte a queste strutture, l’animale mantiene la propria presenza, il proprio sguardo. Il suo silenzio è eloquente: resta indomito anche dentro lo schema. L’utilizzo della tecnica ad olio su tela di grandi formati mi consente di realizzare, tramite pennellate fluidi e gestuali, animali ricoperti da pelurie multicolore che si presentano in atteggiamenti semi-umani e di definire scenari completamente inediti.

Ho tratto ispirazione per la creazione di queste opere dalla mia credenza, sempre più radicata, di come l’antropocentrismo debba lasciare spazio ad un sempre maggior rispetto che accresce nuove dinamiche di sostenibilità ambientale e protezione di tutti gli esseri viventi.

GEOMETRIE INTERIORI invita lo spettatore a interrogarsi su come abitiamo la natura, su quanto spazio le lasciamo, su quanto cerchiamo ancora di contenerla. Il mio sguardo nasce proprio da questa soglia: tra libertà e controllo, tra materia e forma. È lì che prende voce la mia pittura.

RITRATTI SELVATICI 2024-2025

Guardami. Ciò che vedi è anche ciò che sei.

In questa serie scelgo di isolare l’animale, lasciandolo da solo al centro della scena, su fondi neutri o monocromi. Lo ritraggo come fosse un individuo: non un simbolo, ma una presenza reale, dotata di coscienza, emozione, identità.

Le pose e gli sguardi, ma anche le situazioni, si presentano come uno specchio metaforico in cui riconoscersi.

L’ispirazione nasce dall’urgenza di dar voce a chi spesso viene ignorato, relegato a decorazione o metafora. Il colore ad olio rappresenta una delle principali componenti nella creazione di queste opere. Ho scelto la pittura a olio per la sua capacità di rendere la materia viva e di restituire profondità allo sguardo. Qui ogni animale non è “un animale”, ma un soggetto.

Il mio intento è quello di costruire un incontro intimo, diretto, tra lo spettatore e l’essere rappresentato, così da ricordarci che siamo tutti parte dello stesso respiro del mondo naturale al quale tutti apparteniamo, anche se lo abbiamo dimenticato. Vedere l’altro da sé — e riconoscerlo — è il primo passo per guarire la distanza tra noi e la natura.

SPECIE IN DIALOGO 2023-2024

“Non siamo mai davvero soli: anche la natura si muove in relazione.”

In questa serie, rappresento gruppi di animali della stessa specie per raccontare la dimensione relazionale del vivente. Osservo con attenzione i legami, le distanze, i ritmi tra individui che condividono uno spazio. Il movimento, l’orientamento dei corpi, le posture diventano segni visivi di una comunità in sintonia con ciò che ha intorno, si adatta e comunica.

L’idea è nata in un primo momento osservando le interazioni tra animali nei documentari naturalistici e in seguito anche direttamente nei loro habitat naturali. Lo stupore di un mondo, apparentemente lontano da noi, ma invece così vicino, ha contribuito a far crescere in me il desiderio di tradurre in pittura quel flusso sottile che unisce e distingue.

La pittura ad olio continua ad essere la tecnica da me prediletta anche per la creazione di questa serie di opere; pennellate fluide e ricche di pigmento si alternano fino a creare un esplosione di colori tale da suggerire un mondo fiabesco in cui animali ricoperti da pelurie multicolore si presentano in atteggiamenti semi-umani secondo un linguaggio indirizzato verso una figurazione surreale, a tratti ironica, ma carica di struggente umanità.

Queste opere non raccontano una storia singola, ma una dinamica. Offrono allo spettatore uno spazio dove riconoscersi: in un gesto, in una distanza, in uno sguardo di gruppo. Voglio suggerire che la relazione non è solo un fatto umano — è una grammatica che abita ogni forma di vita. E forse, riconoscerlo, può renderci più consapevoli anche come specie.

FLOREALI IN ASCOLTO 2023-2024

“Quando il fiore cresce attorno all’animale, la natura si fa racconto.”

In FLOREALI IN ASCOLTO, la natura si espande: non è sfondo, ma tessuto vivente che avvolge, abbraccia, accompagna l’animale. I richiami floreali non sono decorazioni, ma parti attive di un dialogo visivo e simbolico. La mia intenzione è quella di restituire una visione armonica della natura, in cui la bellezza è incanto, è qualcosa di immediato e che sfugge ad ogni tipo di ragionamento.

Queste composizioni sono nate da un desiderio di fusione: la materia vegetale che si intreccia alla forma animale per raccontare un’interconnessione profonda, ma allo stesso tempo semplice e naturale. Spesso parto da suggestioni reali — piante osservate nei miei percorsi quotidiani — ma trasformo il tutto in paesaggi emotivi, in spazi sospesi tra realtà e immaginazione.

Il pubblico è invitato a rallentare, ad ascoltare ciò che fiorisce nel silenzio visivo. È un invito a ritrovare la sensibilità dell’osservazione, a lasciarsi commuovere da un dettaglio, da un colore che vibra, da una presenza che non chiede nulla, ma che c’è. In questa serie, credo che la mia voce risuoni con chiarezza: non solo come artista, ma come alleata del mondo naturale.

STONE BALANCE 2025
Carte in Equilibrio

In questo progetto, la pittura incontra il gesto meditativo del collage, per dar vita a un universo di pietre che non sono solo forme: ma storie, equilibri e relazioni.

Un collage innovativo che si differenzia per l’utilizzo di carte che, attraverso tecniche miste, decoro una ad una rendendole così uniche ed originali.

Ogni elemento che compongo ha una propria identità nessuna uguale all’altro, proprio come le pietre in natura; irripetibili, vive, portatrici di una propria storia.

Con il collage ricostruisco strutture di pietre in equilibrio, ispirate alla pratica dello stone balancing in cui ogni pietra viene posata sull’altra con rispetto e ascolto, in cerca di un punto invisibile che sorregga tutto. Così accade anche nei miei lavori: ogni frammento di carta trova la sua posizione solo quando respira insieme agli altri.

L’intera opera è infine ricoperta da uno strato di resina che la rende lucida e parzialmente riflettente. Ma il riflesso non è solo estetica: è esperienza. Quando l’osservatore vi si avvicina, vede sé stesso dentro il paesaggio ricreato, e questo gesto trasforma la visione in partecipazione.

Ciò che era scena diventa soglia. L’osservatore varca quel confine che spesso lo separa dal mondo naturale e si ritrova dentro l’equilibrio stesso.

Stone Balance è un invito a riconoscere che il nostro rapporto con la natura non è esterno, ma intimo.
Fragile, mutevole, ma sempre possibile.